Capitolo 1 di “Bologna destinazione notte. La fase Monk.”.

By Posted in - Romanzi on October 25th, 2013

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A Borgo Panigale, sui gradini di un negozio di giocattoli, di fronte al centro commerciale, fu rinvenuto il primo piede.

Era stato gettato contro la vetrina durante la notte, attraverso le maglie della saracinesca abbassata.

La negoziante cadde a terra priva di sensi, appena lo vide.

La soccorse un giovane che passava da lì per andare al lavoro; il ragazzo notò l’arto tranciato e per poco non svenne pure lui.

Gridò. Accorsero altre persone. Qualcuno chiamò il 113. Presto si radunò una folla formata dai passanti e dagli altri negozianti della zona. Un vigile urbano che abitava nello stesso palazzo, dopo un iniziale sbigottimento tentò di mettere ordine, ma il caos era oramai ingestibile per un uomo solo, e la folla continuava a crescere.

La sirena di una volante lacerò l’aria coprendo mormorii ed esclamazioni. Calò il silenzio. Occhi sgranati e teste che si sporgevano tra la calca.

Giunsero altre due auto della polizia, cinque agenti e un ispettore della mobile già al telefono col magistrato di turno.

La gente fu spinta a debita distanza o, meglio, indietreggiò spontaneamente a contatto con l’autorità. La zona fu transennata, il traffico deviato. Nonostante il freddo, nei palazzi attigui erano tutti alle finestre. Busti immobili che sarebbero sembrati pupazzi colorati, se i loro respiri non si fossero condensati in nuvolette.

Pochi minuti e arrivarono i primi giornalisti, quelli più solerti o che per loro fortuna si trovavano vicini, con il loro seguito di fotografi e furgoni attrezzati per la diretta.

Un quarto d’ora più tardi, il caso era già esploso su tutti i principali canali televisivi: l’orrore aveva assunto proporzioni nazionali.