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Bologna destinazione notte. La fase Monk.

A Borgo Panigale, sui gradini di un negozio di giocattoli, di fronte al centro commerciale, fu rinvenuto il primo piede.

Così ha inizio l’odissea di Annibale Dori, originale tassista notturno appassionato di jazz. In una Bologna fredda, buia, piovosa e desolata. Terrorizzata da un maniaco che rapisce e tortura a morte le sue vittime.

Fanno da cornice un’affascinante misteriosa donna e un locale infilato nello stomaco di Bologna, dove suona Al il pazzo, amico fraterno di Annibale e leggendario pianista jazz.

Mentre si susseguono i rinvenimenti dei corpi mutilati, la polizia è continuamente beffata dal mostro, e le tesi degli esperti si sgretolano a ogni nuovo omicidio. L’assassino agisce sempre più in fretta, compulsivamente. E tutti oramai sanno che, se qualche fortunato indizio non imprimerà una svolta alle indagini, presto qualcuno SI troverà un altro piede mutilato sotto gli occhi.

Roberto Carboni, classe 1968, autore bolognese al quinto romanzo (C’era l’Inferno in via de’Giudei, Per i buoni sentimenti rivolgetevi altrove, Nero bolognese, Alle spalle del Nettuno), racconta le realtà urbane notturne che i diciotto anni alla guida del suo taxi gli hanno fatto conoscere. Perché ci sono tante Bologna, alcune conosciute da tutti, altre invece rimangono nascoste tra le ombre dei portici o mormorate sul sedile posteriore di un’auto pubblica, e meritano di essere raccontate.

Con La fase Monk, l’autore esplora il campo del Neo-noir, la corrente più cruda del romanzo nero, e racconta una storia macabra e inquietante, dagli sconvolgenti risvolti psicologici, calando il lettore dentro la mente del maniaco, sempre più indietro nel tempo. Fino alla piovosa notte di quarantatré anni prima, quella in cui tutto ha avuto origine.

Un romanzo scorretto, forte e senza compromessi, che non dà respiro.

 

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