• A Borgo Panigale, sui gradini di un negozio di giocattoli, di fronte al centro commerciale, fu rinvenuto il primo piede.

    Bologna destinazione Notte. La fase Monk
  • La porta del locale aveva quasi completato la sua collezione di ditate e sporcizia. Cigolando inghiottì i brividi umidi, che furono sostituiti dal brusio e dal tintinnio dei bicchieri, tra il caldo dei termosifoni e il freddo dei neon. Odore di fritto non commestibile e di gente lontana da casa.

    C'era l'Inferno in via de' Giudei
  • Anche così, chiusa, la lettera sapeva già di rogna. Xavier tamburellò con le dita sulla scrivania. Il passato era una madre morta che lo intossicava col suo cordone ombelicale guasto. Credeva di essere riuscito a reciderlo, quel cordone, ma non era così.

    Alle spalle del Nettuno
  • Tuonò di nuovo, secco e vicinissimo. Viola crollò a terra, con la schiena appoggiata alla porta. Pensava che più di così non si potesse avere paura, poi realizzò un pensiero ancora peggiore.

    Nero Bolognese
  • La donna teneva in mano uno dei ferri del camino. Gocciolava una roba scura che sul pavimento diventava rossa. Sebastiano, sdraiato con la faccia rivolta a terra, era immerso in una pozza di sangue. Immobile, con la testa spaccata. “Bomba a orologeria” aveva fatto il botto.

    Per i buoni sentimenti rivolgetevi altrove

Il Noir è caos. Inizia dal caos, che dici: peggio di così non si può, e invece sei solo all’inizio e a ogni pagina peggiora. Dilaga e basta, come un immenso fiume melmoso che esonda. Pieno di detriti, trascina tutto e non ci ragioni. Non fa quello che ti aspetti perché non è politicamente corretto.

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